PERCHE’ CIO’ CHE E’ ULTIMO E’ NUOVO

Le fotografie storiche di Giovanni Chiaramonte in mostra da Soquadro con “Ultima Sicilia” Opening sabato 24 novembre ore 18.30

> Fine mostra 12 gennaio 2019

In esposizione le prime immagini scattate dal fotografo Giovanni Chiaramonte, lombardo di nascita ma gelese di origine, che proprio a quella città di cui si sente figlio nel sangue ha voluto dedicare una mostra che è summa di una carriera decennale, e della quale ripercorre nel bianco e nero delle immagini proprio i primi passi. Una Sicilia antica, ritratta dall’artista quando da giovane si avvicinò per le prime volte alla fotografia, scegliendo come soggetti le strade e le persone della “sua” città: il risultato è un racconto per immagini di un  tempo e di un sentire antichi, ma non per questo dimenticati.
Un omaggio che l’artista vuole regalare non solo alla città dove hanno origine le sue radici familiari, ma ad un intero complesso sociale e cittadino che sotto la lente delle sue prime macchine fotografiche ha vissuto il più significativo dei suoi cambiamenti: ecco allora che tra le 45 immagini  esposte figurano gli anni Settanta della nascita del petrolchimico di Gela, che con la forza del lavoro cambia il volto della città da centro agricolo a centro industriale, portando mutamenti e speranze tra gli abitanti. Sono gli anni che segnano il mutamento della città e della Sicilia, ma sono anche anni in cui una Sicilia ancora ancestrale si lascia raccontare, senza giudizio ma con grande sensibilità, dall’occhio dell’artista che testimonia la realtà. Una realtà di impegno, di sacrifici, di migrazioni che coinvolgono lo stesso Chiaramonte, la cui famiglia si spostò in Lombardia per lavoro; ma una realtà fatta anche di mutamenti e di tradizioni, di volti e di quotidianità, di paesaggi e di persone. “Quella che emerge dagli scatti – commenta la gallerista Susanna Occhipinti – è la dolcezza dello sguardo dell’artista, che in quegli anni giovanili tornò in Sicilia. Questa delicatezza si posa sui vicoli e le strade non solo della sua città, ma anche di altri centri della Sicilia Sud Orientale, come Ragusa e Licata, la cui quotidianità si fa protagonista degli scatti, negli sguardi dei bambini che giocavano in strada, nelle espressioni della gente comune”.

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